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venerdì, maggio 4

Samuel Jackson chiede licenziamento critico

Samuel L. Jackson chiede il licenziamento del critico cinematografico A. O. Scott del New York Times

Samuel L. Jackson si macchia di un deplorevole gesto: nel reagire malamamente ad una recensione negativa di A. O. Scott del New York Times su The Avengers - sul mediocre The Avengers, invero - ne ha chiesto a gran voce il licenziamento, con improperi non riferibili, insistendo nella sua squallida richiesta ed aizzando inoltre i suoi fan su Twitter contro il malcapitato giornalista... gosh.


Quasi inutile sottolineare l'immediata reazione sdegnata della stampa americana che ha sepolto il buon Sammy sotto una valanga di delicatezze.
In Italia fortumantamente qualcosa di simile non potrebbe accadere giacchè:

1) Penso di esser stato l'unico ad aver osato scrivere una recensione negativa su The Avengers, il che restringe drasticamente il campo soltanto a me stesso, ma dubito lo S.H.I.E.L.D. riesca a rintracciarmi;
2) Da noi è raro che qualcuno critichi qualcosa che non sia opportunamente 'distante', fuori portata;
3) Il copia - incolla non si può licenziare, almeno credo.

Vi lascio con il link The Avengers: recensione di A. O. Scott sul NY Times. Buon weekend!

sabato, agosto 20

Blade Runner remake

WHY SO SERIOUS? - Rubrica cinematografica
Why so serious? #5 Nessuno tocchi Blade Runner

Eccoci purtroppo ad assistere inermi ad un altro brutale scempio alla storia del cinema: il remake di Blade Runner.

Ci risiamo... è proprio vero che l'uomo non riesce ad imparare dagli errori commessi, non sono bastati Jar Jar Binks, Scarface: Rise to Power, poi cestinato ed uscito direttamente in dvd, e Terminator Salvation che ha addirittura causato il fallimento della Halcyon Company.

Gli ingredienti sono sempre i soliti: il produttore ambizioso e danaroso che smania dal desiderio di mettersi in mostra riempiendo le copertine con il suo nome (Andrew Kosove della Alcon Entertainment, interessante assonanza con la Halcyon Company...), il capolavoro cult da distruggere (Blade Runner) e l'illustre vittima sacrificale, il buon Ridley Scott.

Il saggio Harrison Ford è già stato profetico, commentando recentemente con arguta ironia le notizie sul remake di Blade Runner: "Non ho nessuna sensazione al riguardo. E' stata una parte interessante della mia carriera, sono lieto di aver fatto quel film. (...)
No, non sono stato contattato. Capisco che probabilmente cercheranno sangue fresco da versare..."


Sangue da versare. La produzione deve ancora essere avviata, eppure Harrison Ford ha già centrato in pieno il punto.


Ma rettifichiamo le sue bonarie bugie: Harrison Ford odia o quasi Blade Runner, la lavorazione del film fu quantomeno problematica tra lui e Ridley Scott, non soltanto per i retroscena sul character di Rick Deckard o per la famigerata narrazione voice-over.
Non è un caso che, durante la consegna del premio Cecil B. DeMille alla carriera ai Golden Globes 2002, Blade Runner non fu ricordato nelle sequenze video nè menzionato tra i film più celebri di Harrison Ford, eppure fu citata praticamente quasi l'intera filmografia.

Può la crescente difficoltà nello strappare l'approvazione di budget di produzione particolarmente esosi, la sprofondante crisi di idee ancor prima che economica che attanaglia Hollywood, la seppur comprensibile ambizione di un mito come Ridley Scott che ha dato alla luce i suoi capolavori eterni negli anni di Alien e Blade Runner, senza comunque dimenticare l'immenso Il Gladiatore ed il recente ottimo American Gangster...

Può tutto ciò giustificare un autentico, sacrilego, indecente attentato al più grande cult sci-fi della storia del cinema?

Il Francis Ford Coppola de Il Padrino Parte III non dovrebbe forse essere più che sufficiente come monito, perfino per i più grandi, perfino per Ridley Scott?

Nessuno tocchi Blade Runner.

mercoledì, marzo 30

Natalie Portman controfigura

Natalie Portman non sa ballare... così bene
Natalie Portman: Oscar e polemiche

Polemica destinata a non sgonfiarsi facilmente, quella abbattutasi su Natalie Portman ed Il Cigno Nero.

L'etoile dell’American Ballet Sarah Lane afferma infatti di aver assunto un ruolo determinante nell'interpretazione artistica di Natalie Portman, essendo la vera interprete delle scene di danza:

«Praticamente tutta la danza l’ho fatta io, Natalie e io abbiamo alternato le riprese. Facevano i primi piani di lei, la faccia e dalle braccia in su, poi facevano le riprese con me, l’intero corpo o un primo piano dei miei piedi. E a quel punto hanno inserito digitalmente la sua faccia sul mio corpo».

Esisterebbe anche un video sugli effetti speciali del film che mostra il montaggio digitale del volto dell'attrice sul corpo della etoile, rimosso prontamente dalla casa produttrice Fox Searchlight.

«Hanno cercato di mantenere questa favola di Natalie diventata ballerina in un anno e mezzo. Il produttore Ari Handel mi ha esplicitamente chiesto di non rilasciare interviste prima degli Oscar.
Provo ammirazione per Natalie Portman, non è mia intenzione cercare notorietà. Voglio semplicemente che la gente sappia che non si può diventare una professionista in un anno e mezzo. Ci vogliono anni per crescere tecnicamente e come artista. È un campo durissimo e i ballerini non ricevono il credito che andrebbe loro riconosciuto».


A difendere Natalie Portman è intervenuto il regista Darren Aronofsky:

«Ci sono ben 139 scene di danza nel film. 111 sono di Natalie Portman. 28 appartengono invece alla sua controfigura Sarah Lane. Questo significa che l’80% delle scene sono state fatte da Natalie».

Questione spinosa che si presta ad una doppia chiave di lettura: se l'intepretazione di Natalie Portman, che le è valsa Oscar e Golden Globe come migliore attrice protagonista, non può essere certamente valutata esclusivamente in base alle sequenze di danza, d'altro canto è plausibile che alcune di queste scene, particolarmente emozionanti, possano condizionare il giudizio dello spettatore che pensa di vedere in azione la bravissima attrice.

L'Academy of Motion Pictures and Arts che assegna gli Oscar era a conoscenza che almeno il 20% delle scene di danza non sono effettivamente interpretate da Natalie Portman?

Se, soltanto adesso, produzione e regista ammettono che Natalie Portman ha avuto una controfigura ed è stato fatto ampio uso di effetti speciali e montaggio digitale, è plausibile ritenere che effettivamente il contributo della bravissima Sarah Lane, ballerina dell’American Ballet, sia magari ben più decisivo rispetto a quanto si possa credere e a ciò che è stato ufficialmente ammesso seppur a denti stretti?

L'appetito vien mangiando, magari le scene di Sarah Lane erano troppo perfette per non essere utilizzate nel film, rinunciarci sarebbe stato un vero peccato...

giovedì, marzo 24

Abolito aumento 1 euro cinema

Abolita nuova tassa sul cinema di 1 euro in più a biglietto che avrebbe colpito esclusivamente lo spettatore pagante

Doveroso aggiornamento riguardo alla nuova tassa sul cinema che ha recentemente suscitato moltissime polemiche, alla vigilia della paventata mobilitazione nazionale del mondo dello spettacolo, annullata poi dai sindacati in seguito ai recentissimi risvolti.

"Abbiamo abolito l'aumento di un euro sui biglietti e finanziato stabilmente la tax credit - ha spiegato Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - con risorse che derivano dalle accise sulla benzina: un piccolo sacrificio di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare.

Nel Milleproroghe il meccanismo era finanziato con l'aumento di un euro del biglietto del cinema, cosa che aveva giustamente preoccupato gli esercenti, in un momento in cui soprattutto i giovani sembrano tornare nelle sale, anche per i successi di alcuni film italiani che hanno contrassegnato la stagione passata. Un aumento così forte faceva giustamente nascere il timore che interrompesse il flusso di crescita, o rappresentare un messaggio negativo".


E' stato così abolito un esborso aggiuntivo non indifferente, a volte pari perfino al 33% del costo del biglietto, a fronte di un evento aggregativo la cui fruizione in coppia o piccoli gruppi avrebbe portato un rincaro fisso minimo di 2 euro.

Grande vittoria per Anica, magra consolazione per "i giovani" che, a fronte di un corposo aumento delle tasse universitarie - c'è chi segnala +13%, c'è chi riscontra amaramente addirittura +25% rispetto all'anno precedente - più che tornare nelle sale desidererebbero non dover abbandonare le aule.

martedì, gennaio 11

Checco Zalone è cultura

WHY SO SERIOUS? - Rubrica cinematografica
Why so serious? #4
Checco Zalone è cultura


Personalmente non ho ancora visto nè il primo nè il secondo film di Checco Zalone, Che bella giornata dagli incassi record, anche se ho insistentemente sentito dire tramite passaparola siano molto divertenti.

Il non essere tra i siti copia (& traduci) & incolla "mantenuti in vita" da questo o quello sponsor ci permette di non mettere a dura tentazione la nostra onestà intellettuale e poter esprimere la nostra opinione quando, ad esempio, viene sollevato uno spunto di riflessione dai nostri lettori e blog friends.

Sinceramente mi hanno lasciato perplesso le dichiarazioni del produttore Pietro Valsecchi di Taodue rilasciate ad ANSA, intervista durante la quale Valsecchi ha ripetutamente sottolineato il fattore culturale legato ai film e al personaggio di Checco Zalone, nome d'arte dell'attore comico Luca Medici:

"Questo grande successo di Checco Zalone è la dimostrazione di quanto sia fondamentale investire sui giovani.
Solo attraverso un lavoro continuo di scouting, di ricerca - in Italia come altrove - si può offrire nuova linfa e freschezza al settore culturale. Ed é questo che cerchiamo di fare a Taodue nel cinema e nella televisione.
Facciamo quindi una riflessione, lo dico a tanti: basta battagliare sul cinema! Checco dimostra che con la cultura si può mangiare. Eccome."



Se è indubbio che il cinema sia arte e forma d'espressione culturale, l'ostentata sottolineatura dell'espressione "cultura" potrebbe non risultare comunemente condivisibile, ciò non toglie che il grandissimo successo di un film prettamente commerciale sia un dato importante per il cinema italiano, decretato dal pubblico pagante che valuta, sceglie e tira fuori i risparmi per far staccare i biglietti dei propri titoli preferiti.

Tuttavia, premesso di saper apprezzare le commedie ed il genere comico, demenziale e trash inclusi, non posso nascondere di ritenere i cinepanettoni degli ultimi anni sbiaditi B-movies conditi da una curiosa varietà di personaggi in cerca d'autore, ormai lontani dai fasti dei bei B-movies all'italiana degli Anni '80 e '90 e precedenti.

Cado dalle nubi e Che bella giornata rappresentano forse più propriamente prodotti commerciali che non "nuova linfa e freschezza del settore culturale", anche perchè c'è chi, legittimamente, ritiene che il pubblico pagante sia anche inevitabilmente influenzato dalle scelte della grande distribuzione cinematografica che talvolta mette in atto logiche protezionistiche e che generalmente penalizza film d'autore e pellicole più nobili dal punto di vista artistico-culturale, anche se probabilmente meno ricercate dal grande pubblico.

venerdì, dicembre 31

3D fa male

Il 3D fa male secondo Nintendo: Nintendo 3DS vietata ai bambini di età inferiore ai 6 anni

In attesa di tornare in maniera più approfondita su questo delicato argomento, anche attraverso sondaggio d'opinione e spazio aperto ai commenti degli utenti, rilanciamo una notizia che non può passare inosservata: il monito lanciato dal colosso nipponico Nintendo che sconsiglia caldamente i propri prodotti 3D, nello specifico il Nintendo 3DS, ai bambini sotto i 6 anni d'età.

Contattati sulla scottante questione che rischia di sollevare scomode quanto inevitabili polemiche, Nintendo anzichè ritrattare ha piuttosto rincarato la dose sottolineando che

"Secondo medici ed esperti del settore tutte le immagini in 3D possono essere dannose per i bambini, non soltanto quelle della nuova console Nintendo 3DS, soprattutto in caso di uso prolungato.
Esporre gli occhi a qualsiasi immagine in 3D per un lungo periodo può avere effetti negativi"



Oggi la tecnologia 3D viene imposta come moda del momento, è la vera e propria manna di Hollywood che continua a sfornare prodotti in finto 3D - ricordiamo che attualmente l'unico film live action interamente girato in 3D stereoscopico con risoluzione 2K a 24 fps è Avatar di James Cameron, tutti gli altri titoli pubblicizzati come tridimensionali sono girati in 2D e parzialmente riconvertiti in 3D attraverso l'inserimento di più o meno apprezzabili accorgimenti ottici - ma anche la fortuna di tutti gli esercenti che a fronte di investimenti abbordabili ed incentivati hanno imposto il raddoppiamento dei prezzi dei biglietti.

L'annuncio di Nintendo mette in seria discussione non soltanto le proiezioni sul grande schermo quanto soprattutto i sistemi homevideo casalinghi in tre dimensioni, l'uso ed abuso di televisori 3D e softwares 3D che possono non godere di caratteristiche tecniche similari a quelle dei proiettori digitali 3D presenti nei cinema, ci riferiamo ad esempio a frequenza di trasmissione e refresh dell'immagine, ma anche delle caratteristiche ambientali proprie delle sale cinematografiche.

E' dunque auspicabile maggiore chiarezza prima di introdurre inconsapevolmente in casa apparecchiature 3D che possono purtroppo nuocere alla nostra salute.

mercoledì, agosto 25

Robert De Niro Manuale d'amore 3 critiche

Critica sulla partecipazione di Robert De Niro in Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi
Why so serious? #3
Manuale d'amore 3 prossimo film di De Niro


E' tutto vero (purtroppo).
Robert De Niro sarà protagonista di Manuale d'amore 3.

Eletto miglior attore vivente da Empire nel 2004, Robert De Niro chiude gli ultimi dieci deludenti anni di carriera in modo discutibile, prendendo parte ad una commedia italiana dalle moderate pretese artistiche nazionali diretta da Giovanni Veronesi, autore di pellicole come Streghe verso nord con Teo Mammucari, Il mio West con Leonardo Pieraccioni, Che ne sarà di noi con Silvio Muccino, regista non annoverato dall'opinione pubblica e dalla critica tra i più osannati e acclamati in Italia quali possono essere Tornatore, Salvatores, G. Muccino, Sorrentino, Garrone.

Terapia e pallottole, Flawless - Senza difetti, Ti presento i miei, Showtime, Un boss sotto stress, Mi presenti i tuoi?, Stardust, Sfida senza regole, Machete, Vi presento i nostri hanno minato il lustro e la credibilità recente di Robert De Niro che viene additato di aver svenduto il suo leggendario nome per pellicole di scarso valore; scelte discutibili che, per sua stessa amara ammissione, lo hanno tristemente imprigionato nel ruolo dello "schizzato".


Accusato di aver perso smalto e di aver abbandonato il cinema che conta, De Niro si è difeso affermando di aver semplicemente cercato di fare il suo meglio con il materiale che gli è stato proposto.

Complice Everybody's Fine, remake del film italiano Stanno tutti bene del maestro Giuseppe Tornatore, Robert De Niro è stato avvicinato dalla Filmauro di Aurelio De Laurentiis per una proposta di partecipazione alla commedia Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi; proposta che a sorpresa è stata accettata dal mito americano che reciterà insieme a Carlo Verdone, Michele Placido e Riccardo Scamarcio.

Un lauto compenso per alcuni giorni di riprese riporterà De Niro su un set italiano dopo oltre trent’anni trascorsi dal lontano 1976, quando interpretò Novecento di Bernardo Bertolucci.
Robert De Niro avrebbe certamente potuto raggranellare la medesima cifra prestando la sua immagine per spot televisivi asiatici o europei, come del resto fanno usualmente molte star di cinema, sport e spettacolo puntando sui mercati esteri, tuttavia ha scelto di interpretare l'ennesimo ruolo da "vecchio psicotico", quello di un professore americano divorziato per il quale reciterà anche in italiano.

Non resta da augurarci che, quando incroceremo il viso crucciato di Robert De Niro sulle copertine dei dvd di Manuale d'amore 3, accanto siano esposti Il Cacciatore di Michael Cimino, Toro Scatenato, Quei bravi ragazzi, Cape Fear, Casinò, Taxi Driver di Martin Scorsese, Gli Intoccabili di Brian De Palma, C'era una volta in America di Sergio Leone.
Per continuare a sognare e ricordarci che c'era una volta Robert De Niro. Marco Michele - CinemaNotizie.COM

venerdì, dicembre 18

Film di Natale al cinema il protezionismo delude gli spettatori italiani aspettando l'anno nuovo

WHY SO SERIOUS? - Rubrica cinematografica
Why so serious? #2
Il protezionismo delude gli spettatori italiani aspettando l'anno nuovo


I film italiani nel 2009 hanno registrato quasi 7 punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno: arrivederci ad Avatar & Co. in nome del protezionismo.
E' giusto che in Italia gli spettatori subiscano la crisi del cinema nazionale perdendo le migliori uscite di Natale in favore dei film italiani?


Fa riflettere come il nostro Paese, sofferente sotto il peso dalla crisi mondiale e dell'influenza politico-economica dei potenti e dei capitali europei, riesca invece nel campo dell'industria cinematografica nostrana a difendersi con le unghie attuando una politica conservatrice particolarmente aggressiva che a conti fatti durante le prossime festività priverà gli spettatori italiani di tutti i più attesi film di Natale mondiali, posticipati abbondantemente a metà Gennaio se non addirittura a 2010 inoltrato.

Le sale cinematografiche italiane durante le festività offriranno soltanto i film di Natale A Christmas Carol, la pellicola d'animazione Walt Disney La Principessa e il Ranocchio dopo il successo del capolavoro Up e infine Sherlock Holmes, ai quali aggiungere il film d'animazione Piovono polpette successo della Sony Pictures "non proprio natalizio" essendo uscito a Settembre 2009 in Nord America e in molte altre nazioni.


Di quali e quanti film di Natale saranno dunque privati gli spettatori italiani in favore della produzione cinematografica nazionale rappresentata dall'ennesimo sbiadito B-movie natalizio con Christian De Sica Natale a Beverly Hills di Neri Parenti orfano di Massimo Boldi, condito da una curiosa varietà di personaggi in cerca d'autore e ormai lontano dai fasti dei bei B-movies all'italiana degli Anni '80 e '90 e precedenti, Io e Marilyn di e con Leonardo Pieraccioni, Cado dalle nubi con Luca Medici nei panni di Checco Zalone, L’Uomo nero di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio e Dieci inverni?
Il pubblico italiano dovrà aspettare la fine delle festività, il ritorno alla vita lavorativa, universitaria, scolastica e trovare una sosta dallo stress quotidiano per vivere grandissimi titoli stranieri come:

AVATAR
L'Italia sarà purtroppo l'ultima nazione al Mondo a distribuire Avatar di James Cameron, uscita in contemporanea mondiale a Natale il 18 Dicembre ma da noi soltanto a partire dal 15 Gennaio 2010, primo film interamente girato in 3D stereoscopico / risoluzione 2K / 24 fps che si annuncia evento epocale che segnerà profondamente la storia del cinema con l'ausilio delle tecnologie rivoluzionarie adoperate dal maestro di The Terminator, Aliens, The Abyss e Terminator 2: Il Giorno del Giudizio.

AMABILI RESTI
Amabili resti di Peter Jackson, attesissimo film di Natale in uscita l'11 Dicembre 2009 e sfidante più autorevole per Avatar, in Italia uscirà addirittura a Febbraio 2010.



NINE
Il musical drammatico Nine di Rob Marshall con Daniel Day-Lewis, Nicole Kidman, Marion Cotillard, Kate Hudson e Penelope Cruz, altro attesissimo film di Natale in uscita il 18 Dicembre 2009 in contrapposizione ad Avatar, in Italia uscirà soltanto a fine Gennaio 2010.

TRA LE NUVOLE
Tra le nuvole, l'ultimo film di George Clooney in uscita la sera di Natale del 25 Dicembre 2009, uscirà in Italia a fine Gennaio 2010.

ALVIN SUPERSTAR 2
Alvin Superstar 2, sequel del grande successo che ha incassato oltre 360 milioni di dollari nel Mondo, commedia musicale di Natale in uscita il 25 Dicembre 2009, in Italia uscirà a fine Gennaio 2010.

E' COMPLICATO
Film di Natale in Nord America in uscita il 25 Dicembre 2009, commedia romantica con mostri sacri del calibro di Meryl Streep, Steve Martin e Alec Baldwin, E' Complicato in Italia uscirà a Marzo 2010.

IL MONDO DEI REPLICANTI
Perfino i nostalgici che confidano di potersi affidare durante le festività ad intramontabili icone del cinema come Bruce Willis dovranno attendere: Il Mondo dei replicanti di Jonathan Mostow con Bruce Willis e Radha Mitchell, nonostante sia uscito da tempo nelle sale cinematografiche, in Italia sarà proiettato soltanto a partire dall'8 Gennaio 2010.

A fronte di una carenza di uscite natalizie di fine anno più unica che rara in Italia, bisogna purtroppo anche sottolineare la preoccupante flessione che ha registrato nel 2009 la produzione italiana il cui prodotto è sceso al 20,76% della quota di mercato con 17 milioni e 300 mila spettatori, a fronte del 27,46% e dei quasi 23 milioni di spettatori registrati lo scorso anno.
I film italiani nel 2009 hanno registrato quasi 7 punti percentuali in meno, dato estremamente negativo che ha di fatto contribuito all'accantonamento forzato di Avatar, Amabili resti, Nine, Tra le nuvole, Alvin Superstar 2, E' Complicato e Il Mondo dei Replicanti.
In Italia dunque gli spettatori cinematografici subiranno la crisi del cinema nazionale perdendo le migliori uscite di Natale in favore dei film italiani.

domenica, maggio 11

Why so serious? #1 Il bootleg trailer

WHY SO SERIOUS? - Rubrica cinematografica
Why so serious? #1 Il bootleg trailer


Inauguriamo la nostra rubrica Why so serious? dedicata ad approfondimenti e divagazioni sul cinema, sperando che grazie a voi lettori possa diventare punto fermo di CinemaNotizie.COM al pari della seguitissima Box Office Cinema IN & OUT, scrivendo dei bootleg trailers.

Recentemente, dialogando con alcuni amici, non ho potuto fare a meno di notare come perfino l'utenza particolarmente informata che si aggiorna quotidianamente su news dedicate ai blockbusters di massa non abbia ben recepito cosa sia il bootleg trailer, confondendolo con una particolare tipologia di video promozionale alla stregua di trailers, teasers e spot tv che tuttavia non sia nè definitivo nè ad alta definizione e che 'si vede male'.

Il bootleg trailer, spesso indicato anche come leaked trailer ossia video trapelato, altro non è che un video illegale non ancora pubblicamente diffuso, sottratto e catturato tramite apparecchi di videoregistrazione durante proiezioni private e/o anteprime limitate a pagamento, da insiders o spettatori che violano consapevolmente diritti d’autore e di opere d’ingegno per fini speculativi e commerciali o più semplicemente per conquistare fama e onori nell'epoca del Big Brother.

'Col termine bootleg si intende generalmente un prodotto editoriale prodotto in violazione delle leggi sul copyright' (Wikipedia)

Dietro a questo elegante termine se ne cela dunque uno ben più scomodo quanto realistico, ossia quello di video rubato.
Il bootleg trailer è un prodotto della generazione Youtube / Presa diretta / Big Brother, ma è stato fondamentalmente lanciato per scopi commerciali e speculativi da alcuni grandi siti d'informazione cinematografica per realizzare ingenti volumi di visite con importanti guadagni annessi alla pubblicazione di materiale inedito particolarmente atteso.


Il bootleg trailer è diventato negli ultimi anni anche figlio della uniformità e banalizzazione dell'informazione copia (traduci) & incolla che spinge i siti web dedicati al mondo cinematografico a trovare nuove vie di sbocco per attirare utenza e guadagni.
Eppure, paradossalmente, il bootleg trailer non comporta 'soltanto' diffide ufficiali e potenziali cause per danni economici e d'immagine avanzate dagli aventi diritto che si vedono rovinati sul web lanci ufficiali e marketing virale con il fatidico fattore d'attesa o hype tristemente sgonfiato da video di pessima qualità audio e video che deludono inevitabilmente l'utenza, in quanto gli stessi eventuali sponsors vietano espressamente la pubblicazione di materiale illegale.

Perchè dunque il bootleg trailer si sta diffondendo sempre più?
La risposta è stata già anticipata, ossia ragioni speculative e commerciali accompagnate da una buona dose di rischio più o meno calcolato, spinte da estrema esigenza di sfuggire all'uniformità delle notizie, fanno si che ad esempio si allestiscano riprese rubate ad hoc con tanto di telecamera fissa per rovinare il lancio ufficiale del primo trailer di Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo, si annulli l'effetto hype del lancio ufficiale dei nuovi trailer promozionali de Il Cavaliere Oscuro ed ancora di Indiana Jones 4.

L'immediata diffusione del bootleg trailer è supportata specialmente da siti che non hanno alcuna policy o linea di pubblicazione ed è inoltre agevolata da ignoranza mista ad illegalità, basti pensare al notissimo sito web di Repubblica che pubblica tanto assurdamente quanto tranquillamente il finale alternativo dell'ultimo blockbuster di Will Smith Io sono leggenda

IO SONO LEGGENDA: Il finale alternativo pubblicato da Repubblica.it

Ossia un contenuto speciale particolarmente ricco destinato esclusivamente agli acquirenti del dvd / Blu-ray di Io sono leggenda, tra l'altro non ancora uscito in Italia, con buona pace della casa di produzione Warner Bros. e di tutti gli aventi diritto che vedranno inevitabilmente penalizzate anche le vendite in homevideo del titolo, essendo l'alternate ending il contenuto speciale probabilmente più ambito e richiesto dai collezionisti che hanno già avuto modo di gustarsi il video online, gratuitamente.

Consiglio finale per i nostri lettori: condividete la passione dei realizzatori delle pellicole più attese, NON incentivate la diffusione di pessimi video rubati di bassa qualità, rispetterete così' il faticoso lavoro altrui ed eviterete di rovinarvi la piacevole attesa ed il gusto del vero spettacolo.

domenica, novembre 4

Film Ick chiude John Campea vola nello spazio ed il futuro dei blog di cinema


Brendon Connelly, noto blogger inglese che negli ultimi due anni ha deliziato la blogosfera cinematografica con Film Ick da insider informatissimo, e "tutti gli aggettivi che preferite" John Campea di The Movie Blog, IL BLOG di cinema, hanno chiuso i battenti.

Se delle intenzioni di Brendon Connelly si sapeva da un po', la chiusura di John Campea è un durissimo colpo per la blogosfera cinematografica, o almeno per chi ci crede, evento che cade come un fulmine a ciel sereno e che apprendo da Paolo di The Director's Cup.

Brendon Connelly chiude perchè ha perso entusiasmo e fiducia nello strumento blog al quale dedicava almeno 3 ore al giorno, John Campea chiude perchè desiderava da tempo cambiare aria, nonostante il suo The Movie Blog fosse il più visitato blog d'opinione al mondo sul cinema e i suoi introiti pubblicitari fossero chiaramente molto ingenti, tali da aver reso la gestione del blog il suo unico lavoro a tempo pieno.
John Campea spicca il volo come manager di SciFiMission.com, l'ultima scommessa del network Crave Online Media, parliamo per intenderci del network di ComingSoon.net.


La chiusura di Film Ick e The Movie Blog è una brutta batosta alla blogosfera cinematografica ed in generale a chi crede nel canale nanopublishing come strumento di comunicazione.
Il primo chiude definitivamente, il secondo si evolve in un portale cinematografico.
Di fatto, con la chiusura di The Movie Blog si disperde una fetta notevolissima dell'utenza della blogosfera cinematografica mondiale.

E' dunque breve la vita dei blog cinematografici con ambizioni generaliste?

Ha davvero un futuro lo strumento nanopublishing se non si ha una grande community alle spalle che lo alimenta e lo sorregge?

L'utilità che questo meccanismo aveva alcuni anni fa, quando le notizie sul cinema arrivavano con almeno un paio di settimane di ritardo attraverso i media tradizionali, è venuta meno con la globalizzazione dell'informazione anche in questo settore: al di là delle agenzie stampa che si sono ormai allineate dal punto di vista temporale, la differenza la fanno proprio gli appassionati di cinema che conoscono e visitano assiduamente i più famosi blog e siti internazionali di cinema.

Perchè dunque ostinarsi a copiare le immagini di turno più le 2, 3 canoniche righe di contorno?


A mio avviso questo sistema è destinato a spegnersi molto presto, a meno che non sia supportato dalla diffussione di contenuti originali, mi riferisco chiaramente anche, ma non solo, alle appassionate opinioni di chi scrive.

La fine dei blog di cinema è dunque quella di "tornare a fare i blog", ossia canali essenzialmente d'opinione?

Se aggiungiamo poi che il cinema si può respirare e toccare con mano soltanto in ambienti ristretti, e certamente in Italia in misura molto meno tangibile che altrove, e che le case di produzione hanno ancora difficoltà non indifferenti a comunicare con fonti non ordinarie, poco importa se esse siano di gran lunga più note e visitate di quelle ordinarie, ecco che ci troviamo di fronte ad una scelta: chiudere, sperimentare, evolversi in qualcosa di diverso, passare ad altro, tirare dritto cavalcando la bolla del web?

Qualunque sia la direzione per chi rimane on line, sprovvisti di una vera, sana, a tratti insana passione per il cinema la strada è molto breve, ancor di più in un Paese che offre poche opportunità senza garantire pari possibilità.