martedì, gennaio 11

Checco Zalone è cultura

WHY SO SERIOUS? - Rubrica cinematografica
Why so serious? #4
Checco Zalone è cultura


Personalmente non ho ancora visto nè il primo nè il secondo film di Checco Zalone, Che bella giornata dagli incassi record, anche se ho insistentemente sentito dire tramite passaparola siano molto divertenti.

Il non essere tra i siti copia (& traduci) & incolla "mantenuti in vita" da questo o quello sponsor ci permette di non mettere a dura tentazione la nostra onestà intellettuale e poter esprimere la nostra opinione quando, ad esempio, viene sollevato uno spunto di riflessione dai nostri lettori e blog friends.

Sinceramente mi hanno lasciato perplesso le dichiarazioni del produttore Pietro Valsecchi di Taodue rilasciate ad ANSA, intervista durante la quale Valsecchi ha ripetutamente sottolineato il fattore culturale legato ai film e al personaggio di Checco Zalone, nome d'arte dell'attore comico Luca Medici:

"Questo grande successo di Checco Zalone è la dimostrazione di quanto sia fondamentale investire sui giovani.
Solo attraverso un lavoro continuo di scouting, di ricerca - in Italia come altrove - si può offrire nuova linfa e freschezza al settore culturale. Ed é questo che cerchiamo di fare a Taodue nel cinema e nella televisione.
Facciamo quindi una riflessione, lo dico a tanti: basta battagliare sul cinema! Checco dimostra che con la cultura si può mangiare. Eccome."



Se è indubbio che il cinema sia arte e forma d'espressione culturale, l'ostentata sottolineatura dell'espressione "cultura" potrebbe non risultare comunemente condivisibile, ciò non toglie che il grandissimo successo di un film prettamente commerciale sia un dato importante per il cinema italiano, decretato dal pubblico pagante che valuta, sceglie e tira fuori i risparmi per far staccare i biglietti dei propri titoli preferiti.

Tuttavia, premesso di saper apprezzare le commedie ed il genere comico, demenziale e trash inclusi, non posso nascondere di ritenere i cinepanettoni degli ultimi anni sbiaditi B-movies conditi da una curiosa varietà di personaggi in cerca d'autore, ormai lontani dai fasti dei bei B-movies all'italiana degli Anni '80 e '90 e precedenti.

Cado dalle nubi e Che bella giornata rappresentano forse più propriamente prodotti commerciali che non "nuova linfa e freschezza del settore culturale", anche perchè c'è chi, legittimamente, ritiene che il pubblico pagante sia anche inevitabilmente influenzato dalle scelte della grande distribuzione cinematografica che talvolta mette in atto logiche protezionistiche e che generalmente penalizza film d'autore e pellicole più nobili dal punto di vista artistico-culturale, anche se probabilmente meno ricercate dal grande pubblico.

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16 Commenti:

Absinto ha detto...

Sinceramente non gli ho visti manco io, quindi non posso esprimere un giudizio sui suoi film.

Un piccolo aneddoto: stamattina in auto ascoltavo la radio, il programma di Marco Galli, in cui ogni giorno si mettono ai voti tre canzoni. Stamattina è toccato ai Led Zeppelin, De André e Checco Zalone. Manco a dirlo ha vinto quest'ultimo, ed è stato annunciato con grosso imbarazzo dai presentatori.

Che questa sia la nuova cultura? Non credo. Credo che la votazione o l'incasso al botteghino di cui parlavi sia solo un sintomo della bassa statura intellettuale dell'italiano medio.

cle ha detto...

a me il film è piaciuto molto!

spaccato di un'italietta mediocre sulla quale zalone ironizza con grande intelligenza e senza grossi spunti di volgarità tipici di altri cinepanettoni.
90 minuti di battute in continuazione girata in ambienti ecclesiali con grande dignità e rispetto.

ironizza sugli sprechi degli italiani sulle raccomandazioni sulla guerra non c'è una persona nella sua famiglia che non sia intrallazzata.

a caparezza gli fa cantare non amarmi, divertentissimo ahahah

simpatico episodio del nipote del parroco al quale non sarebbe stata tolta la multa se non battezzava il figlio del carabiniere.

unica cosa che poteva risparmiarsi tranquillamente è la scena finale nella quale dà una fragorosa cozzata al Papa.

è piaciuto anche alla mia zita!

Paolo ha detto...

Paolo scrive:
record di incassi = no cultura, va bene come dissertazione?

Marzia_ ha detto...

Devo ancora andare a vedere questo, ma ho visto il primo e devo dire che non si può paragonare ai cinepanettoni, che io personalmente odio!
Non c'è la volgarità di questi ultimi e c'è soprattutto ironia, dalla quale traspare una persona intelligente.
Dal punto di vista "culturale" credo che si sbagli proprio a priori, dobbiamo chiederci cos'è la cultura.
Per me cultura è anche questo, non è solo film d'autore o impegnati, se questo film parla di noi e dell'Italia a mio parere è anche questo cultura.

annarita ha detto...

Smettiamola di dire che il pubblico è penalizzato da certe scelte di distribuzione: a Natale al cinema c'era La bellezza del somaro, un bellissimo film d'autore, che a fatica sta raccogliendo i 3 milioni di euro, mentre Natale in Sudafrica e La Banda dei Babbi Natale sono a quota 20 quasi. Checco Zalone, a mio modesto avviso, fa film commerciali, in cui, però, c'è posto per la satira sociale e di costume, e, quindi, per la cultura intesa in senso ampio. Del resto la cultura è vita, e se Zalone ha tanto successo è proprio perchè la gente si riconosce nei suoi film.

Tiziana Gallo ha detto...

Grazie per il commento sul blog!sono molto contenta piacciano!Il tuo blog sembra molto interesante e ricco di spunti cinematografici!ho già adocchiato qualche titolo!

http://damncreativity.blogspot.com/

daimon ha detto...

Pellicola divertente, che non smentisce il successo della prima, ma parlare di cultura sembra un po' inopportuno..

http://arscinebooks.blogspot.com/2011/01/che-bella-giornata-trailer-film-di.html

Tizyana - Azzurraa ha detto...

Ciao, Checco Zalone ha costruito un personaggio ben lontano dal suo essere laureato e quindi colto, ha giocato e gioca molto sulle reazioni del pubblico, in tal caso affascinato dalla sempliciotta e furba personalità cinematografica e televisiva dei ruoli che interpreta. Va da se che il tutto, sia ben lontano dal poter essere definita "linfa culturale", anche se bisogna riconoscere a Zalone una buona dose di scaltra intelligenza. La cosa davvero preoccupante è l'alta percentuale di seguito che queste due pellicole si sono portate a casa, tanto da superare, per quanto riguarda Che Bella Giornata addirittura Avatar! C'è da rifletterci. Ben venga il genere commedia all'italiana, ma non si dovrebbe penalizzare la qualità di altre produzioni che rischiano sempre di passare in sordina.

ivana ha detto...

il film tutto sommato è una cretinata ma io e mio marito ci siamo fatti un sacco di risate ;-)
ben vengano ogni tanto!
ivana

Sofficina la birichina ha detto...

Ciaio grazie di esserie passatio sul blog della amichia nuvolettie,,,non possio esprimerie giudizio al riguardio del film che mi ha citatio...carinio il tuo blog....buona seratia da sofficina birichina....

cry ha detto...

Io vado a vederlo proprio domani sera...ho fatto un tentativo sabato ma devo dire che nn c'era un posto libero in sala e ho ripiegato su Aldo Giovanni e Giacomo....CARINO...
Sinceramente il primo film di Zalone non mi è piaciuto per niente, non sono un'amante di questo genere di film ma d'inverno con gli amici...SI PUO' FARE... anche se non parlerei di espressioni culturali, ti pare?
Ci tengo a ringraziarti per essere passato nel mio blog e devo dire che qui è davvero tutto molto bello..MI PIACE, a presto quindi ;)

Kylie ha detto...

Ho visto solo il secondo e lo definisco molto ma molto leggero ed è di leggerezza che la gente ha bisogno ora.

Susy ha detto...

Ciao Marco ti ringrazio di esser passato da me e del tuo commento.
Allora,si adoro da sempre il cinama,
MA non tutto quello che ci viene propinato,Odio i cinepanettoni e i cinecoccomeri Grrrr! Praticamente
quasi tutti i film italiani.
Sono altri i film che mi piacciono,
tipo i film inglesi, trovo che hanno
una poesia, per non parlare di scenografie semplicemente fantastici.
potrei andare avanti per ore, ma penso non ho più spazio!
Ci sentiamo
SUSY

perso ha detto...

anch'io ci dedicherò un post presto..Io non l'ho visto ma mi sembra di capire che non sia una commedia alla Allen o alla Wilder. Una commedia magari migliore dei cinepanettoni, ma derivata cmq dalla tv e xciò x nulla cinematografica. x questo è la morte del cinema ma anche della cultura, xkè sottolinea ancora una volta cm la gente abbia SOLO voglia di divertirsi ed evadere! nient'altro! Ci sta che in periodi di crisi questo desiderio sia grande, ma il problema è che è sempre stato e sempre sarà così. E questo deriva anche dal fatto che la maggior parte del pubblico non è composto da persone di grande cultura: non è un discorso snob, ma una questione statistica...

Anonimo ha detto...

Tu scrivi un articolo senza aver visto il film del quale si parla, e poi ti permetti riflessioni sul fare cultura. Ci tengo a ringraziarti.

Marco Michele ha detto...

Gent.issimo lettore,
ti ringrazio per la visita e per la gradita attenzione rivolta ai contenuti del blog.
Con le nostre rubriche cerchiamo semplicemente di stimolare un confronto aperto e costruttivo con i nostri utenti, come dimostrano tutti i commenti precedenti.
A proposito di commedie, proprio stasera hanno trasmesso in tv il film cult "Sapore di mare", specchio generazionale degli Anni '60.
Buon proseguimento se lo vorrà! ;)